STORIA

Chiavari Nuoto, Una Storia Infinita

Passione, entusiasmo, sacrifici. Anni indimenticabili e stagioni difficili. Una solida tradizione sportiva, creata e consolidata da tanti protagonisti in vasca e fuori, nel racconto del giornalista Enrico Valente

La nostra storia, scritta in un verbale in bella calligrafia, comincia così. “L´anno millenovecentoquarantasei, addì 5 del mese di settembre, in Chiavari, Via Vittorio Veneto sia noto che si sono riuniti i sotto nominati signori per deliberare sulla fondazione di una società di nuoto: Bonati Giovanni di Luigi, Castagnino Enrico di Giuseppe, Cella Piero di Antonio, Giovo Romildo fu Michele, Martinetto Guerino fu Giovanni; che i signori suddetti, constatata la mancanza in Chiavari di una società sportiva che curi solamente il nuoto e le attività inerenti (tuffi e pallanuoto) e vuole portare il nome della città al livello che le compete per le sue tradizioni sportive e marinare, hanno dichiarato di costituire un´associazione che di tale ramo sportivo faccia sua ragione di vita; che detta società, su proposta del sig. Bonati Giovanni approvata all´unanimità da tutti convenuti, viene denominata Rari Nantes Chiavari…”. É l´atto di nascita della società, che prosegue mettendo a fuoco il lavoro organizzativo, proclamando la nomina di un consiglio direttivo provvisorio – Castagnino presidente, Giovo segretario, Bonati cassiere, Cella e Martinetto membri – e stabilendo “la convocazione dell´assemblea generale dei soci non appena sarà raggiunto il numero dei cento soci”. Traguardo tagliato assai in fretta: poco più di un mese e mezzo. Il documento, sotto le firme autografe dei cinque fondatori, riporta infatti una nota conclusiva: approvato dall´assemblea generale dei soci in data 24.10.1946. Passo successivo il primo consiglio eletto: Giovanni Bonafede presidente, Luigi Ghio vicepresidente, Romildo Giovo segretario, Giovanni Bonati cassiere; Dino Adreveno, Enrico Castagnino, Pietro Cella, Emanuele Copello, Dino Decio, Giuseppe Foglia, Guerrino Martinetto, Emilio Monti, Fernando Petter, Vittorio Repetti e Claudio Valle consiglieri. Il resto della storia è come un film dalla trama intrigante. A partire dalla denominazione sociale. Rari Nantes Chiavari alla fondazione – forse un nostalgico retaggio della Conolia, l´ava illustre nata nel 1908 – Chiavari Nuoto oggi. Passando persino attraverso una controversa fusione con l´Aurora che lo storico del nuoto Aronne Anghileri fa risalire al 1949. Identificandosi pure, per alcuni anni, soltanto con il nome della città. Dettagli che non cambiano la sostanza di un forte contributo – riconosciuto già nel 1983 dalla stella d´argento al merito sportivo del Coni – alla diffusione e alla crescita dei “nostri” sport: nuoto, pallanuoto, tuffi e nuoto sincronizzato.

Una scia rilevante di allori, di sacrifici e di grande impegno da parte dei dirigenti, degli atleti e dei tecnici. Impossibile elencarli tutti, perché forte sarebbe il rischio di dimenticarne qualcuno, il che costituirebbe un errore imperdonabile. Restano però le citazioni d´obbligo. I presidenti che si sono succeduti dopo Bonafede: Luigi Ghio, Albi Rossi, Widelmo Spadetta, Giovanni Croce, Luigi Andreatta, Luigi Monteverde e Giovanni Bonati, questi ultimi costretti a lottare duramente per far sopravvivere la società nelle sue stagioni più difficili. Poi la svolta e la rinascita, patrocinata da Marco Rossato e Giorgio Drago. Quindi Augusto Bacigalupo, Carlo Urbano Servente, Enrico Cappitti, Edgardo Gorrino, Federico Viale, Angiolino Barreca, Giuliano Berri, Danilo Ghio. L´elenco dei tecnici non può non partire da Mario Ravera, il grande “Marò” che ha forgiato più generazioni di atleti e al quale è stata intitolata la piscina di Largo Pessagno, l´impianto “di casa” che ha raccolto l´eredità del Lido, per tanti anni celebre e celebrato in campo nazionale e internazionale, purtroppo finito nell´oblio. La vasca del Lido è stata teatro di molte gare importanti nell´immediato dopoguerra, proprio quando la Rari Nantes Chiavari ha iniziato la collezione di titoli italiani con la staffetta 3×100 mista maschile Nassano-Monti-Darin (1948), incrementandola nel 1949 con la 4×200 stile libero (Massaria-Ostuni-Darin-Paliaga), Gianni Paliaga (200 stile libero), Egidio Massaria (100 dorso) e il campionato a squadre assoluto (società di serie A, dopo i successi nei campionati a squadre di serie C 1947 e serie B 1948), nel 1951 con Aldo Samoiedo nei 200 e 400 stile libero. Anni ruggenti anche in campo giovanile, con i tricolori di Luciano Valenti nel 1949 (800 stile libero), Carlo Zanetti nel 1953 (50 farfalla), le staffette 4×200 stile libero (Cattani-Dallorso-Andreatta-Ostuni) e 4×200 mista (Arpe-Crovetto-Volponi-Zanetti) nel 1954. Un periodo glorioso, seguito però dagli anni più tormentati per la società, costretta alla pura sopravvivenza. Mancavano gli uomini, mancavano i mezzi. Tuttavia la tenacia di pochi coraggiosi riuscì a mantenere una piccola attività agonistica e organizzativa, legata soprattutto alla pallanuoto (come non ricordare la passione dei veterani “Anni” Croce e Lino Carbone?) e alla stagione estiva. Gli anni Sessanta furono molto difficili però costituirono il baluardo per mettere le basi della rinascita che sarebbe arrivata nel decennio successivo. Con alcune belle primizie: la traversata natatoria, manifestazione che rinnovava sapori antichi, il debutto degli Acquagames e della scuola nuoto.

chiavari

A Chiavari arrivava, spinta da dirigenti solidi e giustamente ambiziosi, una ventata di rinnovato entusiasmo. E arrivavano fior di atleti. Dopo oltre trent´anni si poteva finalmente salutare un nuovo campione d´Italia, Stefano Corradi nei 100 stile libero e nei 100 dorso agli Indoor 1983 e la prima donna tricolore, Ilaria Tocchini nel 1985 (200 misti), dopo l´exploit della ranista Laura Belotti portabandiera verdeblù ai Giochi Olimpici di Los Angeles ·84. Rinata a nuova vita, la società riusciva così ad ospitare grandi eventi nella “piscina dei record”, nobilitata da numerosi primati di nuoto, 19 dei quali di assoluto valore. Esaltante l´edizione dei campionati italiani assoluti 1977, con le gemme nei 100 stile libero: di Marcello Guarducci, record europeo (51″25) e di Cinzia Savi Scarponi, prima ragazza italiana ad abbattere il muro del minuto (59″97). Due prestazioni storiche a trent´anni esatti dal primo record assoluto registrato al Lido (Eugenio Massaria, 100 dorso, nel 1947). A cavallo degli anni Settanta–Ottanta la rinnovata vasca di viale Tito Groppo ha rinverdito l´antica fama non soltanto nel nuoto, ma anche nella pallanuoto, ospitando collegiali della Nazionale maggiore e della Nazionali giovanili, tornei preolimpici, o di preparazione ai campionati europei e mondiali. La squadra verdeblù, pilotata dal “mostro sacro” Franco Lavoratori nella doppia veste di allenatore–giocatore e arricchita dalla presenza di Mario Cevasco, altro olimpionico e grande ex della Pro Recco, in due sole stagioni riusciva a compiere il gran salto dalla serie C alla serie A, firmando un campionato trionfale, senza neppure una sconfitta, per festeggiare l´approdo alla massima categoria nell´estate del 1976. Un esempio galvanizzante per i giovani – anche per le ragazze, al debutto con la calottina – ed ecco nel 1977 il primo scudetto della squadra Allievi allenata da Terenzio Palombo, replicato nel 1996 da una formazione – plasmata da Renzo Zonari e Angelo Casazza – della quale faceva parte un giovane ben fornito di talento: Maurizio Felugo, futuro regista del Settebello. Il tutto sotto l´occhio vigile di una leggenda della pallanuoto, Eraldo Pizzo, responsabile tecnico nell´anno del Cinquantenario della società. Allenatori di spessore del resto non sono mai mancati alla pallanuoto chiavarese, dal “seminatore” Gianni Vassallo ad Enzo Barlocco e Gianni Lastrico, da Giuseppe D´Altrui a Luciano Cucchia,

da Mimmo Barlocco a Romolo Parodi, da Alessandro Mostes a Stefano Crovetto, da Silvestre Fekete a Mino Marsili, da Marco Risso – il tecnico del ritorno in serie A1, nel 2001 – a Marco “Gu” Baldineti, da Viorel Rus all´ex–commissario tecnico azzurro Paolo Malara. Le ultime stagioni sono state contraddistinte dagli emergenti Diego Casagrande, Gabriele Berri e Paolo Venturelli. Non sono mancati neppure gli allenatori “double–face”, impegnati sia nella pallanuoto che nel nuoto: capostipite il grande Marò, poi Lavoratori, Cevasco, Enrico Gerbò, “Gin” Storti. Nel nuoto, capace di esprimere un campione di lungo corso qual è stato Marco Formentini, bravo in piscina e fuoriclasse in acque aperte – memorabile la medaglia d´argento mondiale a Melbourne 2007 che ha messo il sigillo a una carriera ultraventennale – ha lasciato un segno indelebile Renzo Trulli, il tecnico che ha contraddistinto gli anni più intensi e fruttuosi della “vasca magica”. L´elenco va completato con Enzo Bellani, Patrizia Bozzano, Cristina Signorini, Matteo Gazzolo, Simone Solinas, Valentina Villani e Valentina Sanguineti. E non si possono dimenticare le allenatrici della disciplina che vanta minore anzianità di servizio nella Chiavari Nuoto, ma passione non certo inferiore: il nuoto sincronizzato, fortissimamente voluto dai dirigenti Enrico Cappitti e Titta Corte e “allevato” con grande determinazione nel corso degli anni da Laura Picasso, Nicoletta Viganò, Cinzia Biggio, Carlotta Gatto, Francesca Cuneo, Aurora Sarlo, Noemi ed Erica Murro. Resta, per completare il colpo d´occhio gettato su quasi settant´anni di storia della società, la sezione atleti della pallanuoto. Un vero dilemma, perché l´elenco è interminabile, non basterebbe un libro formato enciclopedia per contenerne tutti i nomi. Però come dimenticare giocatori che hanno militato in grandi squadre di club o nelle nazionali e hanno indossato la calottina della Chiavari Nuoto? Oltre agli indimenticabili Lavoratori e Cevasco, ecco Zecchin, Del Gaudio, Ballerini, Tufan, Milat, Zakirov, Dinu, Popovic, Simenc, Vican, Katonas, Lisi, Petronelli, Giustolisi, Marcz, Alessandro Calcaterra, Figlioli… solo un assaggio, per non fare torto ai tanti, tantissimi altri protagonisti della storia verdeblù. Una storia che, grazie al cielo, promette di non finire mai.